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Lunedì, 10 Dicembre 2018

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Martedì, 27 Novembre 2018
Inaugurazione Mostra “I Fenici di Mozia - Il racconto di un popolo che giunge dall’Oriente”: Sabato 1 Dicembre 2018, ore 17.00 - Sala convegni Castello Caetani

Fondi, 27 Novembre 2018

AGLI ORGANI DI STAMPA

 

Sabato 1 Dicembre prossimo, alle ore 17.00 nella Sala convegni del Castello Caetani, avrà luogo l’inaugurazione della Mostra “I Fenici di Mozia - Il racconto di un popolo che giunge dall’Oriente”, a cura del Direttore del Museo Civico Archeologico Alessandro De Bonis.

L’esposizione è organizzata dal Comune di Fondi in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma - Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo e si avvale del patrocinio di Regione Lazio, Regione Siciliana, Provincia di Latina, Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani, Fondazione G. Whitaker di Palermo e Associazione Pro Loco Fondi.

Dopo la presentazione del Direttore del Museo Alessandro De Bonis porteranno il saluto istituzionale il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo; l’Assessore alla Cultura, Turismo e Politiche della Scuola Beniamino Maschietto; il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti Stefano Gizzi; il funzionario della predetta Soprintendenza Francesco Di Mario e il Presidente dell’Associazione Pro Loco Fondi Gaetano Orticelli.

Seguirà l’intervento del Direttore della Missione Archeologica a Mozia Prof. Lorenzo Nigro.

Successivamente sarà aperta al pubblico la Mostra allestita nella Sala espositiva del Castello, che sarà fruibile fino al 28 Febbraio 2019 tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 20.00.

Il valore archeologico e storico di Mozia, una piccolissima isola al centro dello Stagnone di Marsala, è legato alla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e alla sua vita, che spazia dalla preistoria all’ellenismo (1650-300 a.C.), custodendo tracce di tutte le principali civiltà diffuse nel “mare di mezzo”, dal II millennio a.C. all’epoca romana, bizantina, islamica, normanna, fino all’era moderna. Le stratigrafie archeologiche hanno fornito un’importante sequenza attraverso le prime fasi della preistoria mediterranea fino all’avvento stabile dei Fenici nell’800 a.C. I successivi quattro secoli di vita della città fenicia – ampiamente documentati dalle diciassette campagne di scavi consecutive (2002-2018), alle quali hanno partecipato centinaia di giovani studenti e ricercatori della Sapienza e di altre Università italiane ed europee – hanno permesso poi di scandagliare l’ascesa, il prosperare e la crisi di una colonia tra le più attive e indipendenti dell’Occidente con una varietà di reperti e richiami culturali vastissimi, incorporando elementi ciprioti, elimi, sardi, cartaginesi, sicelioti e greci.

La Mostra, scrive il Prof. Nigro nell’introduzione al catalogo, «servirà a dare un’idea del grande e spesso misconosciuto contributo dato dalle genti orientali e dalle popolazioni autoctone dell’Italia e delle grandi Isole alla formazione della civiltà mediterranea e della capacità dei popoli antichi di integrarsi, scontrarsi e convivere positivamente nel rispetto delle diverse identità culturali, linguistiche e religiose. Le opere e i reperti esposti a Fondi, tra i quali la replica della statua del c.d. “Giovane di Mozia”, capolavoro dell’arte greca arcaica, frutto di questo meticoloso lavoro di ricerca, vogliono testimoniare quanto ancora sia attuale e fruttifera la “lezione del Passato”».

Afferma il Sindaco De Meo: «L’idea dell’allestimento, che inaugura il ricco e articolato programma delle iniziative che si svolgeranno a Fondi durante le festività del Natale, nasce dall’interesse della nostra Città ad ospitare una Mostra di rilievo storico e culturale, cui si somma il fascino esercitato dalla civiltà fenicia nel tempo, sedimentato nell’arte e nella cultura. Il tutto viene rivolto al grande pubblico, nell’intento di voler comunicare nuovi scenari prospettati dalla ricerca archeologica, che non mancano di avere ricadute sui grandi temi sottesi alla vita quotidiana degli uomini del passato, come di quelli del presente, impegnati a immaginare e costruire il futuro anche grazie all’insegnamento della Storia. L’auspicio è che questa Mostra contribuisca anche alla scoperta e alla conoscenza del nostro Museo, inteso non solo come indiscutibile patrimonio culturale, ma anche quale attrattore turistico del territorio».